Food & restaurant
Menu, sala, delivery: contenuti che riempiono i coperti e campagne sul raggio di consegna.
Social media
Non troverete percentuali senza nome. Qui ci sono cinque clienti reali, con la situazione di partenza, quello che abbiamo fatto e i numeri che ne sono usciti — misurati sui loro account, non stimati.
Ogni caso segue lo stesso schema, perché è lo stesso schema con cui lavoriamo: prima si capisce cosa non funziona, poi si interviene su una cosa alla volta, poi si misura. I numeri sono presi dagli strumenti dei clienti — Google Ads, Instagram Insights — nei periodi indicati.

La situazione. Un account Google Ads stratificato negli anni, cresciuto per aggiunte successive senza mai una revisione d'insieme. Il costo per acquisizione era fuori controllo e quattro verticali di prodotto si facevano concorrenza tra loro sulle stesse chiavi, alzando i prezzi d'asta da soli.
Cosa abbiamo fatto. Ricostruito l'account per intento di ricerca invece che per prodotto: otto campagne separate, 195 chiavi negative per impedire le sovrapposizioni, tutti gli annunci riscritti e quattro landing page verticali, una per ciascun mercato. In parallelo abbiamo avviato SEO editoriale e presenza su Meta, per non dipendere solo dalla ricerca a pagamento.
Il risultato. Il CPA sulla rete Search è passato da 270 a 141 euro nel confronto tra il primo semestre 2026 e lo stesso periodo del 2025, con spesa Search ridotta e CTR in crescita. Meno budget, più contatti.
La situazione. Un profilo che pubblicava quello che pubblicano quasi tutti i ristoranti: piatti, ben fotografati, uno dopo l'altro. Contenuti corretti e invisibili, che raggiungevano quasi solo chi seguiva già il locale.
Cosa abbiamo fatto. Abbiamo tolto il cibo dal centro dell'inquadratura e ci abbiamo messo le persone: reel con volti, ironia e un motivo per guardare fino alla fine. Il piatto resta, ma come parte di una scena, non come soggetto.
Il risultato. 85.355 account raggiunti e reach in crescita del 441,2%, ma il dato che conta è un altro: il 76,8% di chi ha visto i contenuti non seguiva il profilo. È pubblico nuovo, cioè potenziali clienti, non la stessa community che gira su sé stessa.


La situazione. Un'agenzia viaggi con un problema comune al settore: le offerte si assomigliano tutte, e un profilo che pubblica destinazioni e prezzi è indistinguibile da altri mille.
Cosa abbiamo fatto. Costruito un format ironico e ripetibile, basato su situazioni che chi viaggia riconosce subito. La riconoscibilità non nasce dal logo, ma dal fatto che il contenuto sia sempre lo stesso tipo di scherzo, fatto bene.
Il risultato. Copertura più che raddoppiata e un reel arrivato a 33.290 visualizzazioni, con commenti e condivisioni reali — il segnale che il format funziona è che le persone lo mandano a qualcun altro.
La situazione. Un servizio di consulenza che si vende sulla fiducia e su base locale, con una presenza online che non raccontava né chi c'era dietro né cosa si risparmiava davvero.
Cosa abbiamo fatto. Contenuti semplici, dichiaratamente locali e facili da ricordare: poche informazioni per volta, riferimenti al territorio, una promessa concreta invece del linguaggio tecnico delle utenze.
Il risultato. Interazioni più che triplicate e 470 click sul link in profilo: per un servizio locale, sono richieste di contatto, non vanità.


La situazione. Un feed curato ma statico, fatto di foto e post informativi. Contenuti che spiegano, in un formato dove le persone non si fermano a farsi spiegare le cose.
Cosa abbiamo fatto. Trasformato il feed in reel costruiti attorno a un hook forte: una dinamica semplice, riconoscibile e con un motivo per essere condivisa. Tutto il lavoro si concentra sull'apertura, perché è lì che si decide se il contenuto vive o muore.
Il risultato. Un hook rate del 49,5%: una persona su due che incontra il video resta a guardarlo oltre i primi secondi. Su quella base sono arrivate 7.927 visualizzazioni e 49 condivisioni.
Ogni settore ha un ritmo suo: quello che funziona per un ristorante non funziona per un gestionale medicale. Questi sono i mercati che conosciamo dall'interno.
Menu, sala, delivery: contenuti che riempiono i coperti e campagne sul raggio di consegna.
Social mediaPercorsi, abbonamenti e community: dal contenuto alla prenotazione, senza passaggi persi.
Video reelLead qualificati, funnel lunghi, integrazione CRM e conversioni offline riportate in piattaforma.
AdvertisingRiconoscibilità prima del prezzo: format ricorrenti che rendono il brand memorabile.
Strategia




No, e diffidate di chi ve lo promette. Sono i risultati ottenuti su quei clienti, in quei mercati, con quei budget e in quei periodi. Quello che garantiamo per iscritto è un'altra cosa: +30% di visibilità in 60 giorni, misurata su reach, impression e visite rispetto ai 60 giorni precedenti, a parità di budget. Se non ci arriviamo, rimborsiamo o lavoriamo gratis fino a raggiungerlo.
Dagli strumenti dei clienti: Google Ads per AlfaDocs, Instagram Insights per gli altri. I periodi di confronto sono indicati caso per caso. Non usiamo stime, proiezioni o medie di settore.
Sui contenuti organici i primi segnali arrivano entro 30-60 giorni: sono i tempi con cui gli algoritmi ricalibrano la distribuzione di un profilo che cambia formato. Sull'advertising la lettura è più rapida, ma serve un mese di dati puliti prima di ottimizzare sul serio. Sulla SEO si ragiona in mesi, non in settimane.
No. Il nostro radicamento è in Puglia e i clienti locali sono una parte importante del lavoro, ma seguiamo progetti in tutta Italia. Per le riprese ci spostiamo; per il resto la distanza non è mai stata un problema.
Raccontateci dove siete bloccati. Nella prima call di trenta minuti vi diciamo se possiamo aiutarvi e da dove partiremmo — anche quando la risposta è che non siamo noi quelli giusti.